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A
seguito della denuncia-querela sporta dalla persona offesa, Tizio viene
condannato dal Tribunale alla pena di un anno di reclusione per il
delitto di oltraggio a pubblico ufficiale, per avere offeso l’onore ed
il decoro di un Ispettore di Polizia - intento ad effettuare l’arresto
in flagranza di alcuni manifestanti – apostrofandolo ripetutamente con
le espressioni “vigliacco”, “servo del potere”, “sei un servo come tuo
padre”, nel gennaio dello scorso anno.
Nella
sentenza, ritenuto provato il fatto storico in contestazione, si
sottolinea che la responsabilità dell’imputato non può essere esclusa
dal discutibile atteggiamento di sfida tenuto dal pubblico ufficiale
offeso, il quale si era rivolto per primo a Tizio dicendogli “facci
lavorare morto di fame”.
Il
candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, proponga appello
avverso la suddetta pronuncia, svolgendo i più opportuni motivi di
ricorso.
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